VALIDA LA NOTIFICA A MEZZO PEC DELL’APPELLO SE SI PERFEZIONA ENTRO LE 24:00 DELL’ULTIMO GIORNO

CASSAZIONE CIVILE SEZ. VI – 02/09/2020 N. 18235

notifica pec entro le 24:00 ultimo giorno

NOTIFICA A MEZZO PEC DELL’APPELLO:
E’ VALIDA E NON PUO’ CONSIDERARSI TARDIVA SE SI PERFEZIONA PER IL MITTENTE ENTRO LE ORE 24:00 DELL’ULTIMO GIORNO

La Corte d’appello di Lecce aveva dichiarato inammissibile l’appello proposto nei confronti della sentenza di primo grado ritenendo tardiva l’impugnazione notificata a mezzo Pec alle ore 23:37 dell’ultimo giorno, ritenendo che tale notificazione si fosse perfezionata ai sensi del D.L. n. 179/2020 alle ore 7:00 del giorno successivo.

Il ricorrente propone come unico motivo di ricorsoviolazione e falsa applicazione di nome di diritto per sopravvenuta illegittimità costituzionale della norma applicata, id est D.L. 18 ottobre 2012, n. 179, art. 16-septies convertito con modificazioni nella L. 17 dicembre 2012, n. 221

La Corte ha ritenuto fondato il motivo e cassato la sentenza impugnata con rinvio alla Corte d’appello di Lecce in diversa composizione.

La Cassazione ha richiamato la sentenza della Corte Costituzionale del 9 aprile n. 75 del 2019, depositata in data 9 aprile 2019 con la quale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del D.L. n. 179 del 2012, art. 16-septies (conv. in L. n. 221 del 2012) “nella parte in cui prevede che la notifica eseguita con modalità telematiche la cui ricevuta di accettazione è generata dopo le ore 21 ed entro le ore 24 si perfeziona per il notificante alle ore 7 del giorno successivo, anziché al momento di generazione della predetta ricevuta“.

A ciò consegue la tempestività della notifica dell’appello in quanto notificato entro le ore 24:00 dell’ultimo giorno utile.

Infine, la Corte per completezza di esame ha richiamato il principio secondo cui “l’efficacia retroattiva delle pronunce di accoglimento emesse dalla Corte costituzionale incontra un limite nelle situazioni consolidate per effetto di intervenute decadenze; tale limite, tuttavia, non opera quando la dichiarazione di illegittimità costituzionale investe proprio la norma che avrebbe dovuto rendere operante la decadenza(Cass. n. 1644/2019; n. 5240/2000).

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